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# Antiche tradizioni e nuovi progetti
- URL: https://www.torah.it/antiche-tradizioni-e-nuovi-progetti/
- Published: 2012-09-03T21:00:00.000Z
- Updated: 2026-07-17T12:25:42.000Z
- Description: Nel suo discorso per Rosh Hashanà 5774, Rav Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma, prende spunto dai simanim della festa per riflettere sul rapporto tra intenzioni, azioni e significato nella vita di ogni persona.
- Author: Rav Shemuel Riccardo Di Segni 
- Tags: Rosh Hashanà, #Derasha, Seder di Rosh Hashanà

L’inizio dell’anno nuovo viene celebrato in casa con una specie di seder in cui si mangiano alimenti con valore simbolico.

La forma più semplice di questo *seder* è quella ashkenazita che prescrive uno spicchio di mela intinta nel miele. I sefardim hanno invece una lunga lista di cibi.

Prima di mangiare quei cibi che richiedono una benedizione (come i frutti dell’albero), la si recita con l’aggiunta di una formula augurale che spiega l’intenzione; ad esempio, per mela e miele, si benedice *Borè Perì Ha'etz* e si chiede che quest’anno sia dolce come il miele.

Ma in che momento si recita la formula: prima della benedizione, dopo la benedizione e subito prima di mangiare o dopo aver mangiato?

Il problema halakhico nasce dal dubbio se sia lecito interrompere la sequenza benedizione-consumo con una formula aggiuntiva. Tutte e tre le possibilità sono sostenute da qualche autorità rabbinica e ognuna ha la sua motivazione tecnica.

Questa piccola discussione, che non è affatto sorprendente per chi studia la letteratura rabbinica ma che potrebbe sembrare cavillosa a chi vi è meno abituato, nasconde un grande valore simbolico.

Perché la formula è ciò che dà senso all’azione, e il problema è questo: quando è che tutte le nostre azioni assumono un senso? Devono essere programmate fin dall’inizio, o nell’esatto momento in cui si compiono, oppure è solo alla fine, a cose fatte, che possiamo dare loro un significato?

Questa domanda è un po’ il succo di quello che si fa all’inizio dell’anno: progettare le nostre future azioni, oppure lasciare che le cose vadano per il loro corso e decidere momento per momento, oppure solo alla fine fare le somme e dare una risposta.

Ognuna delle tre posizioni ha la sua logica.

Molto spesso non capiamo nulla di ciò che stiamo facendo o ci succede e solo molto dopo, magari all’improvviso, tutto acquista un senso.

Ma non avere progetti rischia di perderci. E non ricordare il senso di quello che si fa momento per momento può far perdere di senso a tutto.

Ecco perché anche un semplice dettaglio rituale può riassumere le domande su una vita.

Shanà tovà a tutti, piena di buone intenzioni e di ottimi risultati.

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*Derashà pronunciata la sera di Rosh Hashanà 5774.*