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# I colori dei simanim
- URL: https://www.torah.it/i-colori-dei-simanim/
- Published: 2026-08-26T09:00:00.000Z
- Updated: 2026-08-26T09:39:54.000Z
- Description: I simanim di Rosh Hashanà non evocano soltanto auspici e aspirazioni. Il colore stesso dei frutti ci offre un’immagine per l’anno che viene: una tavolozza più ricca di possibilità.
- Author: Rav Johnny Solomon
- Tags: Su un solo piede, Seder di Rosh Hashanà

Data la nostra usanza di mangiare il melograno a Rosh Hashanà come uno dei *simanim*, sembra appropriato dedicare un po’ di attenzione alla Mishnà (Uktzin 2:3) citata nel daf di oggi (Chullin 118b), che ci insegna:

> «La protuberanza (*pitma/pitam*) del melograno si unisce \[al melograno per costituire la misura di un uovo necessaria per trasmettere impurità, perché protegge il frutto\], mentre il suo fiore (*netz*) non si unisce \[al melograno a questo scopo, perché non protegge il frutto. Protegge invece ciò che protegge il frutto\]».

Come si può vedere dall’immagine che accompagna questo articolo, tratta dall’ampia voce dedicata al «Melograno» nell’*Encyclopedia Hilchatit Chaklait* del Machon HaTorah VeHa’aretz, Rashì e Rambam non concordano su quale parte esatta del melograno sia il *pitam* e quale sia il *netz*, cosa che naturalmente ha conseguenze sull’applicazione pratica della nostra Mishnà.

Ma, oltre a questa discussione, sono rimasto particolarmente affascinato da un ulteriore dettaglio riportato nella stessa voce, dove ci viene detto:

> «Uno degli usi principali del melograno nel periodo della Mishnà era nella tintura, e il suo colore rosso era prodotto da un gruppo di pigmenti chiamati antocianine, conosciuti come *tzevanin*, o *simanim*, nel linguaggio dei Saggi».

Spesso pensiamo ai *simanim* come a qualcosa che suggerisce o simboleggia determinati valori o aspirazioni, con questi valori o aspirazioni derivati principalmente dal nome o dalle caratteristiche di quei frutti e ortaggi.

Ma ciò che impariamo da qui è che l’uso originario del termine *simanim* è in realtà collegato alla parola *tzevanin*, cioè al colore di questi frutti, e molti dei particolari frutti e ortaggi che mangiamo come *simanim* a Rosh Hashanà sono ricchi di antocianine.

Ciò che impariamo da qui è che l’introduzione dei *simanim* nel nostro pasto di Rosh Hashanà è, in effetti, un atto simbolico che esprime il nostro desiderio di portare più colore nelle nostre vite e la nostra speranza che l’anno che viene si apra davanti a noi con una tavolozza più ricca di possibilità.