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# Incoronare Dio come Re
- URL: https://www.torah.it/incoronare-dio-come-re/
- Published: 2026-08-27T15:46:08.000Z
- Updated: 2026-08-27T15:46:08.000Z
- Description: Nelle parole He’emarta e He’emir’cha si nasconde un’allusione al tema centrale di Rosh Hashanà: il momento in cui incoroniamo Dio come Re e rinnoviamo il nostro impegno a servirLo.
- Author: Rav Johnny Solomon
- Tags: Ki Tavò, Rosh Hashanà, #Derasha, #social

Se cerchiamo il significato della parola «Emirato», scopriamo che indica un paese o una regione governata da un «Emiro», termine arabo che significa principe, comandante o monarca.

Forse può sembrare un modo strano per iniziare un *Dvar Torà*. Eppure, conoscere il significato di questa parola ci aiuta a rivelare il significato più profondo di due espressioni particolari presenti nella nostra Parashà.

Cominciamo osservando che la Parashà di Ki Tavò viene letta nelle settimane immediatamente precedenti Rosh Hashanà e che la parola *Hayom* compare 14 volte nella Parashà di Ki Tavò. La troviamo, in particolare, in tre versetti consecutivi (Devarim 26:16-18):

> «(16) Il Signore tuo Dio ti comanda oggi (*Hayom*) di osservare questi statuti e queste leggi. Abbi cura di osservarli con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima.  
>  
> (17) Oggi (*Hayom*) hai proclamato (*He’emarta*) il Signore come tuo Dio, impegnandoti a camminare nelle Sue vie, a osservare i Suoi statuti, i Suoi comandamenti e le Sue leggi e ad ascoltare la Sua voce.  
>  
> (18) E oggi (*Hayom*) il Signore ti ha proclamato (*He’emir’cha*), come ti aveva promesso, Suo popolo prediletto, che osserva i Suoi comandamenti».

Come dovrebbe essere chiaro, questi tre versetti esprimono magnificamente la missione dell’ebreo: **accettare fedelmente Dio, seguire la Torà, camminare nelle Sue vie ed essere il Suo popolo fedele e prediletto.** Ma all’interno di questi versetti è racchiuso un ulteriore messaggio.

Abbiamo una tradizione, riportata nello *Zohar* (Parashat Bo e Parashat Pinchas) e ricavata da Iyov 1:6 e Melachim II 4:11, secondo cui l’espressione *Vayehi Hayom* si riferisce a Rosh Hashanà. Ciò ha portato alcuni commentatori a suggerire che persino la parola *Hayom*, da sola, contenga un’allusione a Rosh Hashanà (si veda, ad esempio, *Baruch Yomru*, Devarim, p. 517; *Mei Marom*, vol. 7, cap. 19). Questo indica che nella nostra Parashà vi sono numerose allusioni a Rosh Hashanà.

Dopo aver osservato questo punto, vorrei tornare alla parola «Emiro», perché in due dei versetti appena citati incontriamo parole che le assomigliano: *He’emarta* e *He’emir’cha*.

Prese da sole, queste parole significano «hai proclamato» e «Egli ti ha proclamato». Ma, come vediamo dal *Targum Yerushalmi*, esse contengono un significato più profondo: la prima viene resa con *Amlichtun Aleichon* («Mi farete Re su di voi»), mentre la seconda con *Amlach Aleichon* («Io sarò Re su di voi»). Ma perché il *Targum Yerushalmi* interpreta queste parole in questo modo?

La risposta è legata al fatto che la parola «Emiro» si riferisce a un monarca e all’atto di nominare un re che, come sappiamo, è uno dei temi centrali delle Tefillot di Rosh Hashanà, nelle quali ci riferiamo ripetutamente a Dio come *HaMelech* e dedichiamo un terzo della Tefillà di Musaf al tema delle *Malchuyot*.

Inoltre, come osserva Rabbì Baruch Rosenblum (si veda *Baruch Yomru*, Devarim, p. 517), conoscere il significato della parola «Emiro» ci aiuta anche a comprendere un verso del bellissimo canto che ripetiamo più volte a Yom Kippur:

> *Anu Amecha V’Atà Malkeinu* – «Noi siamo il Tuo popolo e Tu sei il nostro Re»,

seguito da:

> *Anu Ma’amirecha V’Atà Ma’amireinu* – che possiamo forse tradurre: «Noi siamo i Tuoi sudditi e Tu sei il nostro Sovrano».

Mettendo insieme tutti questi elementi, Devarim 26:16-18 non soltanto esprime magnificamente la missione dell’ebreo, ma contiene anche un’allusione a Rosh Hashanà, quando incoroniamo Dio come Re e riaffermiamo il nostro impegno a servirLo «con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra anima».