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# Le Sukkot della guerra e le Sukkot della pace
- URL: https://www.torah.it/le-sukkot-della-guerra-e-le-sukkot-della-pace/
- Published: 2026-09-25T08:29:34.000Z
- Updated: 2026-09-25T08:29:34.000Z
- Description: Le sukkot non ricordano soltanto il deserto: secondo un’antica interpretazione, accompagnarono Israel anche nelle guerre per la conquista della Terra. Dalle Sukkot della guerra nasce così la preghiera per una Sukkà di pace.
- Author: Rav Johnny Solomon
- Tags: Succot, Rabbì Yehudà HeChasid, Rabbì Elazar di Worms, Sichon ed Og, Chayei Adam, #social

È opinione comune che abitiamo nelle *sukkot* per sette giorni in ricordo di come i Benè Israel vissero nelle *sukkot* dopo essere usciti dalla terra d’Egitto e durante i quarant’anni trascorsi nel deserto (cfr. Vayikrà 23:43).

Secondo Rabbì Yehudà HeChasid (commento a Vayikrà 23:43), tuttavia, abitiamo nelle *sukkot* per ricordare le *sukkot* nelle quali vissero i nostri padri durante l’ultimo anno dei quarant’anni nel deserto, quando conquistarono le terre di Sichon e Og.

Rabbì Elazar di Worms (*Sefer Rokeach* 219) sviluppa ulteriormente la tesi del suo maestro e suggerisce che un’altra ragione per cui sediamo nelle *sukkot* è ricordare il periodo successivo all’ingresso in Erez Israel, quando i Benè Israel conquistarono le città fortificate della Terra di Canaan.

Nel complesso, come spiega il Rokeach, le *sukkot* rappresentano una condizione di vita provvisoria, quando siamo impegnati a combattere per la Terra e non viviamo ancora pienamente in pace nella Terra.

A prima vista, l’affermazione di Rabbì Yehudà HeChasid presenta una difficoltà, perché sembra contraddetta da un versetto esplicito, nel quale ci viene insegnato che abitiamo nelle *sukkot* affinché:

> «Le generazioni future sappiano che feci abitare i Benè Israel nelle *sukkot* quando li feci uscire dalla terra d’Egitto» (Vayikrà 23:43).

Questo sembrerebbe implicare che abitiamo nelle *sukkot* per ricordare gli eventi immediatamente successivi a Jeziat Mizraim.

Rabbì Yehudà HeChasid affronta direttamente questa difficoltà e risponde facendo riferimento a Devarim 4:46, dove si parla della guerra contro Sichon e Og e si afferma che essa avvenne «quando uscirono dall’Egitto». Da qui dimostra che questa espressione può riferirsi anche a un evento avvenuto quarant’anni dopo l’Esodo!

E da dove ricava il Rokeach che sediamo nelle *sukkot* per ricordare il periodo in cui i Benè Israel conquistarono le città fortificate della Terra di Canaan? La sua prova viene da 2Shemuel 11:11, dove è scritto:

> «L’Arca, Israel e Yehudà dimorano nelle *sukkot*.»

Fa inoltre riferimento a Nechemià 8:17, che descrive il periodo di Shivat Zion:

> «Tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla cattività costruì *sukkot* e abitò in quelle *sukkot*, cosa che i Benè Israel non avevano fatto dai giorni di Yehoshua bin Nun fino a quel giorno.»

Ma se le *sukkot* devono ricordare il viaggio dei Benè Israel nel deserto dopo l’uscita dalla terra d’Egitto, ci saremmo aspettati che questo versetto facesse riferimento a Moshè, piuttosto che a Yehoshua! Il Rokeach spiega che viene menzionato Yehoshua perché i Benè Israel abitarono nelle *sukkot* anche dopo essere entrati in Erez Israel, mentre conquistavano le città fortificate della Terra di Canaan.

È interessante notare che il *Chayei Adam* (*Klal* 146) cita l’opinione di Rabbì Yehudà HeChasid, scrivendo che abitiamo nelle *sukkot* sia per ricordare le nubi della gloria (*Ananè HaKavod*), sia per ricordare le vere e proprie *sukkot* (*Sukkot Mamash*) nelle quali vissero i Benè Israel:

> «Quando assediavano le città durante le guerre contro Sichon e Og.»

Aggiunge inoltre:

> «Questa mizvà fu comandata in Tishrì piuttosto che in Nissan, che è il mese dell’uscita dall’Egitto, perché durante l’estate lo scopo della mizvà non sarebbe evidente, essendo consuetudine sedere nelle *sukkot* per proteggersi dal caldo. In Tishrì, invece, quando è già arrivata la stagione delle piogge, è chiaro che sedere nella Sukkà viene fatto per adempiere alla mizvà.»

A prima vista, il legame tra le guerre d’Israel e il momento dell’anno in cui cade la festa di Succot non è evidente. Tuttavia, come osserva Rabbì Chaim Lichtenstein in *Avnei Nachal*, il Midrash (*Bemidbar Rabbà* 19:32, basandosi su Devarim 16:7) afferma che i Benè Israel combatterono la guerra contro Sichon nel mese di Elul; celebrarono poi la festa di Succot in Tishrì; e dopo Succot combatterono la guerra contro Og.

Questo spiegherebbe perché Succot viene celebrata proprio in questo periodo: perché fu allora che i Benè Israel conquistarono le terre di Sichon e Og.

Torniamo dunque al Rokeach: le *sukkot* rappresentano una condizione di vita provvisoria, quando siamo impegnati a combattere per la Terra e non viviamo ancora pienamente in pace nella Terra.

Questo suggerisce che ci troviamo ancora in una condizione di *sukkot*. E forse spiega anche perché nella Tefillà quotidiana di Arvit chiediamo a Dio di:

> «Stendere su di noi la Sukkà della pace.»

Perché, dopo aver conosciuto **le Sukkot della guerra**, speriamo e preghiamo per **le Sukkot della pace**.