> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.torah.it/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Sarà e le origini della famiglia ebraica
- URL: https://www.torah.it/sara-e-le-origini-della-famiglia-ebraica/
- Published: 1941-01-01T08:02:00.000Z
- Updated: 2026-08-16T08:08:23.000Z
- Description: Con la morte di Sarà non finisce la prima famiglia ebraica: mentre il suo sole tramonta, sorge quello di Rivkà. La continuità di Israel passa dalla casa, dalla famiglia e dai valori che una generazione riesce a consegnare alla successiva.
- Author: Rav Reuven Riccardo Pacifici
- Tags: Haiiè Sarà, #Derasha, Rav Reuven Riccardo Pacifici

*«Chajè Sarà»*, «La vita di Sarà»: questo è il titolo della nostra Parashà. Veramente, al principio di questa sezione biblica non si parla della vita, ma della morte di Sarà, perché anche la morte è vita, ed è vita specialmente per i giusti, come osservano i nostri Maestri: «I giusti anche in morte si possono dire vivi». Ed è perciò che il primo verso della nostra Parashà, dopo aver elencato gli anni della vita di Sarà, cento, venti e sette, dice: questi sono gli anni, ma non la vita; la vita di Sarà non cessa, ma continua anche dopo la morte. E poiché la morte è, però, la conclusione di un primo ciclo della vita, qui torna opportuno l’elogio di Sarà.

Finora noi abbiamo illustrato la figura di Avraham e la sua personalità, nulla invece abbiamo detto di Sarà: questo nostro silenzio, dovuto ai limiti posti alla nostra trattazione, non deve far credere che la consorte di Avraham non sia stata degna di quella storia che a lei appartiene; al contrario Sarà è veramente la compagna di Avraham, è colei che ne divide le gioie ed i dolori, che lo segue ovunque lo sospinga la volontà di D. e la sua missione, che lo coadiuva in questa missione, è colei che, al pari di Avraham, cerca di attirare i contemporanei nell’orbita della sua propaganda religiosa. In una parola, Sarà è presente costantemente accanto ad Avraham, sicché se Avraham è il primo padre in Israel, Sarà merita di essere chiamata la prima madre.

Non a torto il Midrash si è soffermato ad esaltare le doti di Sarà, le sue virtù di purezza e di gentilezza, di amore e di fede, virtù che ella avrebbe conservate intatte dall’infanzia fino alla tarda vecchiaia, talché la sua vita, nonostante il vario succedersi delle sue fasi, avrebbe mantenuto costanti i caratteri e le qualità fisiche e spirituali della prima giovinezza.

> «E gli anni della vita di Sarà furono cento anni, venti anni e sette anni» (Genesi XXIII).

Perché questa separata elencazione? Osservano i Maestri: Sarà era a cento anni come a venti e a venti come a sette: pura e gentile, saggia e buona.

Ora il Midrash, nell’intento di esaltare, quasi in una aureola di sacrificio, le sublimi virtù di questa matriarca e il suo amore all’unico D., osserva acutamente che proprio dopo il racconto del «Sacrificio di Isacco» (Genesi XXII) segue nella Bibbia quello della morte di Sarà, perché alla notizia del pericolo di morte che aveva minacciato così da vicino l’esistenza dell’unico suo figlio, il suo animo non avrebbe retto al dolore e lo spirito di lei sarebbe improvvisamente esalato.

Perciò, continua il Midrash, allorquando Avraham torna dal monte di Morià, non trova più in vita l’amata compagna e, chiudendosi nel suo immenso dolore, pensa di provvedere degnamente alle esequie di lei.

Il primo pensiero di Avraham in questa luttuosa circostanza è che quel legame che così saldamente aveva unito i due coniugi in vita continui anche al di là della vita, e una stessa tomba sia l’ultimo riposo per entrambi. Il vincolo sacro della famiglia, di quella famiglia che Avraham ha creato, non deve allentarsi, ma anzi deve rinsaldarsi dopo la morte; deve accompagnarci all’altro grande vincolo, quello della Terra che D. ha promesso, sicché famiglia e Terra sono due principi, due idealità che troviamo compresenti nello spirito di Avraham e che per lui debbono costituire il retaggio più alto da trasmettersi alla sua discendenza.

Che attraverso l’esaltazione dell’unione ideale di Avraham e di Sarà lo scopo del racconto biblico sia quello di insistere sul valore ideale della casa e della famiglia è dimostrato per me eloquentemente dal seguito della nostra Parashà, che ci narra il sorgere della seconda famiglia ebraica, della seconda coppia patriarcale.

> «Un sole spunta e l’altro tramonta» (Ecclesiaste I, 5).

Osservano i Maestri del Midrash: è appena tramontato all’orizzonte l’astro di Sarà, che già è sorto quello di Rivkà; non è ancora finita la vita terrena della prima famiglia di Israel, che già sorge la seconda.

Dunque è proprio il perpetuarsi del legame familiare e soprattutto dei valori che sono uniti a questo legame che la Torà vuole rilevare col racconto, così romanticamente seducente nella semplice narrazione biblica, dell’idillio nascente tra Rivkà e Izchak.

Rivkà, che è la vera protagonista di tutto il dolcissimo episodio, si dimostra ornata di quelle doti di gentilezza e di bontà che avevano formato il vanto di Sarà; Rivkà è la donna gentile e buona, ospitale e amabile, che è degna di continuare le tradizioni di purissima fede della famiglia avrahamitica. Rivkà è la sposa che si conviene a Izchak, è colei, come dice il racconto,

> «che il Signore ha designato per il suo servo, per Izchak» (Genesi XXIV, 14).

Quando, al calare del giorno, mentre nel cielo d’oriente spuntano le prime stelle, il giovane Izchak, dopo aver innalzato a D. il suo spirito nella preghiera vespertina, incontra colei che D. gli ha destinato in sposa, egli ha la certezza che quella e non altra deve essere la compagna della sua vita; egli sente che quella è colei che è destinata a prendere il posto di Sarà. Egli quindi conduce Rivkà nella tenda di Sarà sua madre e si consola, sembrandogli che in Rivkà si continui la vita di colei che fu la sua genitrice.

La seconda famiglia è sorta in Israel sotto l’auspicio di D.; ormai Avraham può chiudere serenamente la sua esistenza perché la promessa di D. si è già attuata.