Data la nostra usanza di mangiare il melograno a Rosh Hashanà come uno dei simanim, sembra appropriato dedicare un po’ di attenzione alla Mishnà (Uktzin 2:3) citata nel daf di oggi (Chullin 118b), che ci insegna:
«La protuberanza (pitma/pitam) del melograno si unisce [al melograno per costituire la misura di un uovo necessaria per trasmettere impurità, perché protegge il frutto], mentre il suo fiore (netz) non si unisce [al melograno a questo scopo, perché non protegge il frutto. Protegge invece ciò che protegge il frutto]».
Come si può vedere dall’immagine che accompagna questo articolo, tratta dall’ampia voce dedicata al «Melograno» nell’Encyclopedia Hilchatit Chaklait del Machon HaTorah VeHa’aretz, Rashì e Rambam non concordano su quale parte esatta del melograno sia il pitam e quale sia il netz, cosa che naturalmente ha conseguenze sull’applicazione pratica della nostra Mishnà.
Ma, oltre a questa discussione, sono rimasto particolarmente affascinato da un ulteriore dettaglio riportato nella stessa voce, dove ci viene detto:
«Uno degli usi principali del melograno nel periodo della Mishnà era nella tintura, e il suo colore rosso era prodotto da un gruppo di pigmenti chiamati antocianine, conosciuti come tzevanin, o simanim, nel linguaggio dei Saggi».
Spesso pensiamo ai simanim come a qualcosa che suggerisce o simboleggia determinati valori o aspirazioni, con questi valori o aspirazioni derivati principalmente dal nome o dalle caratteristiche di quei frutti e ortaggi.
Ma ciò che impariamo da qui è che l’uso originario del termine simanim è in realtà collegato alla parola tzevanin, cioè al colore di questi frutti, e molti dei particolari frutti e ortaggi che mangiamo come simanim a Rosh Hashanà sono ricchi di antocianine.
Ciò che impariamo da qui è che l’introduzione dei simanim nel nostro pasto di Rosh Hashanà è, in effetti, un atto simbolico che esprime il nostro desiderio di portare più colore nelle nostre vite e la nostra speranza che l’anno che viene si apra davanti a noi con una tavolozza più ricca di possibilità.