Rav Panzieri ha avuto un'assidua e costante presenza nella sinagoga, tanto da farla divenire la sua casa; va considerato anche che era rimasto solo, della sua famiglia era rimasta solo una nipote che si occupava di lui. La preghiera divenne il nucleo essenziale della sua esistenza. Già prima delle leggi razziali aveva formulato il suo Siddur, da tutti conosciuto e che rimane ancora oggi a distanza di anni una pietra miliare della tefillà secondo l'uso della comunità di Roma. Significativo il fatto che Il Siddur Panzieri oggi venga usato anche nel Bet haKeneset di rito italiano a Jerushalaim. Ma non solo. Durante l'occupazione nazista si prodigò coraggiosamente affinché la continuità della tefillà e di altri servizi religiosi come le sepolture e la circoncisione, non si interrompessero mai. Clandestinamente officiava in quell'unica sinagoga funzionante a Roma, nel ricovero dell'isola Tiberina, che in seguito è stata a lui dedicata. (Rav Chajm Della Rocca)
Disponibile in questo sito: Date onore alla Torà, scritti in memoria di Rav Panzieri.
