Oggi, Erev Shabbat Shuvà, studiamo il penultimo daf di Massechet Chullin (Chullin 141a-b), mentre domani completeremo Massechet Chullin, il cui ultimo daf (Chullin 142a) è molto breve. Per questo, l'intervento di oggi comprende sia il daf di oggi sia quello di domani, così da offrire qualcosa da condividere a chi abbia in programma un siyum durante Shabbat.
In Chullin 141a viene posta una domanda: l’obbligo di purificare il metzorà, che comporta l’offerta di un uccello, giustifica forse il superamento della mizvà di mandare via la madre dal nido?
Forse, proprio come Dio permette che il Suo Nome venga cancellato per ristabilire lo shalom bayit nel caso della Sotà, potremmo sostenere che Dio permetta di ignorare una mizvà per adempiere l’altra. Tanto più che al metzorà è proibito avere rapporti coniugali e, quindi, la sua purificazione contiene anch’essa un elemento di shalom bayit.
La Ghemarà risponde che, sebbene questo ragionamento abbia una sua logica, il comando della Torà:
שַׁלֵּחַ תְּשַׁלַּח
«Dovrai certamente mandare via»
(Devarim 22:7)
indica che la mizvà di mandare via la madre deve essere osservata in ogni caso.
Arriviamo così all’ultimo daf di Massechet Chullin (142a), dove la Mishnà (Chullin 12:5) insegna esplicitamente:
«Non si può prendere la madre mentre si trova sopra i suoi piccoli, neppure per purificare un metzorà».
È chiaramente una regola importante, come dimostra il fatto che la Ghemarà precedente dedica uno sforzo considerevole per giungere proprio a questa conclusione.
Ma sorgono due domande.
Perché la Ghemarà che discute questa halachà precede la Mishnà che la stabilisce? E perché quella stessa Ghemarà non cita esplicitamente questa Mishnà?
Ispirandoci al commento di Mishnat Eretz Yisrael a questa Mishnà, sembra che i due testi giungano alla stessa conclusione, ma lo facciano da due prospettive differenti.
La Ghemarà si concentra sul beneficio umano che deriverebbe dal prendere la madre e, in particolare, sull’elemento di shalom bayit legato alla purificazione del metzorà.
La Mishnà, invece, concentra la nostra attenzione sulla madre stessa:
«Non si può prendere la madre mentre si trova sopra i suoi piccoli».
Credo che questo spieghi perché la Ghemarà di Chullin 141a non invochi esplicitamente questa Mishnà: sta guardando la stessa situazione da un diverso punto di vista.
E perché la Ghemarà che discute questa halachà viene prima della Mishnà che la stabilisce?
Credo che proprio il fatto che la Mishnà venga dopo la Ghemarà ci insegni qualcosa di fondamentale: per quanto possano apparirci convincenti la nostra logica e le nostre giustificazioni umane, la halachà ci costringe a considerare anche la madre.
הדרן עלך שילוח הקן וסליקא לה מסכת חולין
Hadran alach Shiluach HaKen, vesalika lah Massechet Chullin.