I nostri Maestri ci hanno insegnato a distinguere tra il tempo ed il ricordo. Ogni festa ebraica è infatti da una parte un tempo, dall’altra un ricordo. Il tempo è variabile, il ricordo è fisso. Pesach è il tempo della nostra libertà, Shavuot è il tempo del dono della nostra Torà e Succot è il tempo della nostra gioia; tutte, indistintamente, sono ricordo dell’uscita dall’Egitto. L’uscita dall’Egitto è radice comune delle Tre Feste poiché, nelle parole del Chovat HaLevavot, essa è ragione della sottomissione di Israele al giogo delle mizvot.
L’uscita dall’Egitto che celebriamo nella festa di Pesach in generale e la sera del Seder in particolare, rappresenta per il popolo ebraico quello che la Creazione del Mondo rappresenta per i gentili. È il nostro legame con la Divinità, la nostra ragione d’esistere.
La sera del Seder noi non celebriamo solo l’evento storico dell’uscita di un popolo di schiavi dalla tirannia dell’oppressore. Noi celebriamo il fatto che la Torà è stata data ad Israele in virtù della nostra capacità di saper uscire continuamente dall’Egitto, non solo perché in ogni generazione ognuno di noi ha il dovere di considerarsi personalmente uscito dall’Egitto ma anche perché la prima delle Dieci Parlate ci presenta la Divinità proprio come “Colui che ci ha tratto dalla Terra d’Egitto”.
La Torà è allora incisa e libera allo stesso tempo nelle Tavole come impariamo nel trattato di Avot: la Torà è una concatenazione di possibili Nomi di D‑o, ma allo stesso tempo la Torà è saper uscire dall’Egitto che è in ognuno di noi, ogni giorno di nuovo.
Ecco allora che la Torà è uscita dall’Egitto non solo nell’Esodo, ma dal primo verso della Genesi fino all’ultimo del Deuteronomio.
Questo commento alla Haggadà è nella realtà una raccolta di derashot originariamente scritte da Jonathan Pacifici come approfondimento a diverse Parashot della Torà e qui presentate per la loro attinenza ai temi della Haggadà.
È forse una dimostrazione del fatto che il ricordo dell’uscita dall’Egitto ci deve accompagnare dalla prima parola della Torà In principio… fino alle ultime agli occhi di tutto Israele.
O meglio, che solo approfondendo i temi della Haggadà si può capire che “Agli occhi di tutto Israele, in Principio, creò il Signore il cielo e la terra”.
