אֵין פּוֹחֲתִין לַפֵּאָה מִשִּׁשִּׁים, וְאַף עַל פִּי שֶׁאָמְרוּ אֵין לַפֵּאָה שִׁעוּר. הַכֹּל לְפִי גֹדֶל הַשָּׂדֶה, וּלְפִי רֹב הָעֲנִיִּים, וּלְפִי רֹב הָעֲנָוָה.

Non si deve lasciare come Peà meno di un sessantesimo del raccolto, anche se hanno detto che la Peà non ha una misura. Tutto dipende dalla grandezza del campo, dal numero dei poveri e dall’abbondanza della resa.

Che cosa sta dicendo la Mishnà?

La seconda Mishnà di Peà sembra cominciare contraddicendo la prima.

Avevamo appena letto:

אֵין לַפֵּאָה שִׁעוּר

«La Peà non ha una misura».

Adesso invece la Mishnà stabilisce una misura molto precisa:

אֵין פּוֹחֲתִין לַפֵּאָה מִשִּׁשִּׁים

«Non si deve lasciare come Peà meno di un sessantesimo».

Il Bertinoro risolve immediatamente la difficoltà. Quando la prima Mishnà dice che la Peà non ha misura parla מִדְּאוֹרַיְתָא, secondo la Torah. Il limite di un sessantesimo è invece מִדְּרַבָּנָן, stabilito dai Maestri.

Il Rambam formula la distinzione in maniera ancora più netta nelle Hilchot Mattanot Aniyim (1,15):

מִן הַתּוֹרָה אֵין לָהּ שִׁעוּר, אֲפִלּוּ הִנִּיחַ שִׁבֹּלֶת אַחַת יָצָא יְדֵי חוֹבָתוֹ. אֲבָל מִדִּבְרֵיהֶם אֵין פָּחוֹת מֵאֶחָד מִשִּׁשִּׁים

«Secondo la Torah la Peà non ha una misura: anche se ha lasciato una sola spiga ha adempiuto al proprio obbligo. Ma secondo le parole dei Maestri non si deve lasciare meno di un sessantesimo».

Il Talmud Yerushalmi riassume tutto in una frase particolarmente efficace:

הַפֵּיאָה יֵשׁ לָהּ שֵׁיעוּר מִלְּמַטָּן וְאֵין לָהּ שֵׁיעוּר מִלְּמַעְלָן

«La Peà ha una misura verso il basso, ma non ha una misura verso l’alto» (Yerushalmi Peà 1,1).

Un sessantesimo è dunque il minimo, non la quantità ideale in ogni situazione.

Ed è precisamente ciò che la Mishnà spiega subito dopo.

הַכֹּל לְפִי גֹדֶל הַשָּׂדֶה

«Tutto dipende dalla grandezza del campo».

Il Bertinoro spiega che, se il campo è grande, si aumenta la Peà in rapporto alla sua grandezza.

Ma la quantità del raccolto non è l’unico elemento da considerare.

וּלְפִי רֹב הָעֲנִיִּים

«E secondo il numero dei poveri».

Se il campo è piccolo ma i poveri sono molti, anche un sessantesimo può risultare insufficiente. Il Rambam fa proprio questo esempio: se la quantità minima lasciata dal proprietario è così piccola da non essere realmente utile al povero, bisogna aumentarla.

La Mishnà non guarda quindi soltanto alla percentuale del raccolto. Guarda anche a chi deve riceverlo.

Rimane l’ultima espressione:

וּלְפִי רֹב הָעֲנָוָה

Qui il testo stesso della Mishnà ha dato luogo a letture diverse.

Il Bertinoro riporta una versione עֲנָוָה, con la vav, e una spiegazione secondo la quale il termine alluderebbe all’anavà, all’umiltà del proprietario: quanto maggiore è la sua disposizione a non trattenere per sé, tanto più aumenterà ciò che lascia ai poveri.

Il Rambam interpreta invece la parola nel senso di ciò che la terra «risponde», cioè di ciò che produce. Se il raccolto è particolarmente abbondante, bisogna aumentare anche la Peà.

Nelle Hilchot Mattanot Aniyim lo esprime con una formula molto chiara:

וּלְפִי בִּרְכַּת הַזֶּרַע

«Secondo la benedizione del raccolto».

Il Bertinoro riporta infine anche una diversa lezione, עֲנָבָה, con la bet, riferita alla grandezza e alla qualità dei chicchi. Se una parte del campo ha prodotto spighe piene e belle e un’altra spighe sottili e povere, non si può lasciare tutta la Peà scegliendo soltanto la parte peggiore.

Le diverse letture arrivano comunque a un principio molto simile: il sessantesimo è soltanto il punto di partenza.

Bisogna guardare alla grandezza del campo, al numero di coloro che ne hanno bisogno e a ciò che effettivamente il campo ha prodotto.

Il Rambam conclude:

וְכָל הַמּוֹסִיף עַל הַפֵּאָה מוֹסִיפִין לוֹ שָׂכָר, וְאֵין לְתוֹסֶפֶת זֹאת שִׁעוּר

«Chi aumenta la Peà, gli viene aumentata la ricompensa; e a questa aggiunta non è stabilita alcuna misura».

La prima Mishnà ci aveva detto che la Peà non ha misura.

La seconda stabilisce un minimo di un sessantesimo.

Non c’è contraddizione. I Maestri hanno fissato un pavimento alla mitzvà, non un soffitto.